
A Imperia, la ricetta nata in banchina per accogliere gli equipaggi entra ufficialmente nel registro delle Denominazioni Comunali, con un disciplinare che ne tutela origine e lavorazione.
Durante l’ultima edizione delle Vele d’Epoca, che quest’anno ha festeggiato il quarantesimo anniversario, l’associazione Brigata Cambusa Odv, guidata da Michele Parisi, ha sfornato una quantità impressionante di focaccia: 700 teglie, per un totale di 450 chili di prodotto e 85 metri di lunghezza, offerti agli equipaggi al loro rientro dalle regate. Un rito che si ripete da oltre vent’anni e che ora trova un riconoscimento ufficiale, con l’approvazione unanime da parte della giunta comunale dell’iscrizione al registro De.Co.
Il disciplinare stabilisce con precisione ingredienti, dosi e fasi di lavorazione: dai 400 grammi di farina ai tempi di lievitazione, fino alla salamoia a base di olio extravergine di oliva taggiasca. Vengono definite anche le caratteristiche organolettiche che il prodotto dovrà avere una volta sfornato: unto al tatto, lievemente sapido e cotto al punto giusto, né troppo alto né eccessivamente dorato. Sarà la polizia locale a vigilare sul rispetto del disciplinare, con la revoca del riconoscimento in caso di violazioni.
Un riconoscimento che eleva a patrimonio identitario un gesto semplice, nato per accogliere i velisti al loro rientro in banchina e che oggi racconta il legame autentico tra una comunità e i sapori del proprio territorio.
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